Udienza Generale di Papa Francesco dell’11 Maggio 2016

Fratelli e sorelle, mi scuso per il ritardo di questa splendida catechesi avvenuta l’ 11 Maggio. Anche quest’oggi il titolo è molto forte, guardate: “Il Padre Misericordioso (cfr Lc 15,11-32)”.
Non voglio prolungarmi, ma voglio farvi conoscere il pensiero del Papa:“Vogliamo riflettere oggi sulla parabola del Padre misericordioso. Essa parla di un padre e dei suoi due figli, e ci fa conoscere la misericordia infinita di Dio. Partiamo dalla fine, cioè dalla gioia del cuore del Padre, che dice:«Facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato» (vv. 23-24). Con queste parole il padre ha interrotto il figlio minore nel momento in cui stava confessando la sua colpa: «Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio…» (v. 19). Ma questa espressione è insopportabile per il cuore del padre, che invece si affretta a restituire al figlio i segni della sua dignità: il vestito bello, l’anello, i calzari.” Già dalla prima frase, il Pontefice vuole farci comprendere quanto sia importante gioire, anche quando si aspetta una Grazia. Non dobbiamo rimanere addolorati, perché viene a mancare o tarda ad arrivare, ma rimanere pieni di speranza e gioiosi perché Dio ci Sostiene sempre con la Sua Presenza, donandoci il Suo Perdono, importante per il nostro cammino spirituale. Lui stesso ci dirà:“«Facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato» (vv. 23-24).”

“L’accoglienza del figlio che ritorna è descritta in modo commovente: «Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò» (v. 20). Quanta tenerezza; lo vide da lontano: cosa significa questo? Che il padre saliva sul terrazzo continuamente per guardare la strada e vedere se il figlio tornava; quel figlio che aveva combinato di tutto, ma il padre lo aspettava. Che cosa bella la tenerezza del padre! La misericordia del padre è traboccante, incondizionata, e si manifesta ancor prima che il figlio parli.” : Quanto ancora dobbiamo imparare cari tutti. Dio Padre ci Ama di un’Amore che non riusciremo mai a portare se non con la Sua Presenza, perché umanamente non si può descrivere. Per questo il cammino spirituale non dobbiamo cancellarlo dal disegno, è importante per la nostra Guarigione Interiore. Rimaniamo dunque uniti al Signore, perché Lui non si dimentica mai di noi. “L’abbraccio e il bacio di suo papà gli fanno capire che è stato sempre considerato figlio, nonostante tutto. E’ importante questo insegnamento di Gesù: la nostra condizione di figli di Dio è frutto dell’amore del cuore del Padre; non dipende dai nostri meriti o dalle nostre azioni, e quindi nessuno può togliercela, neppure il diavolo! Nessuno può toglierci questa dignità.”

Ci sono tanti dolori e situazioni diverse, che provocano spiritualmente, momenti difficili che il più delle volte la creatura sofferente non può descrivere a voce, per questo fratelli e sorelle, non dobbiamo vivere da morti ma riacquistare la vita, perché Dio ci Ama tantissimo, non fa distinzioni di nessuno. Il Papa lo descrive meglio di me:“Questa parola di Gesù ci incoraggia a non disperare mai. Penso alle mamme e ai papà in apprensione quando vedono i figli allontanarsi imboccando strade pericolose. Penso ai parroci e catechisti che a volte si domandano se il loro lavoro è stato vano. Ma penso anche a chi si trova in carcere, e gli sembra che la sua vita sia finita; a quanti hanno compiuto scelte sbagliate e non riescono a guardare al futuro; a tutti coloro che hanno fame di misericordia e di perdono e credono di non meritarlo… In qualunque situazione della vita, non devo dimenticare che non smetterò mai di essere figlio di Dio, essere figlio di un Padre che mi ama e attende il mio ritorno. Anche nella situazione più brutta della vita, Dio mi attende, Dio vuole abbracciarmi, Dio mi aspetta.”

Carissimi, proseguendo nel descrivere questo splendido insegnamento, ricordiamo ora il figlio maggiore, colui che non hai mai trasgredito, ha sempre obbedito, però rimane un po freddo nei confronti del padre che lo ama, come l’altro figlio: “Nella parabola c’è un altro figlio, il maggiore; anche lui ha bisogno di scoprire la misericordia del padre. Lui è sempre rimasto a casa, ma è così diverso dal padre! Le sue parole mancano di tenerezza: «Ecco io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando… ma ora che è tornato questo tuo figlio…» (vv. 29-30). Vediamo il disprezzo: non dice mai “padre”, non dice mai “fratello”, pensa soltanto a sé stesso, si vanta di essere rimasto sempre accanto al padre e di averlo servito; eppure non ha mai vissuto con gioia questa vicinanza. E adesso accusa il padre di non avergli mai dato un capretto per fare festa. Povero padre! Un figlio se n’era andato, e l’altro non gli è mai stato davvero vicino!”

Nelle famiglie ci sono momenti d’incomprensioni tra figli. Ognuno si sente importante, ma non dev’essere così, perché per i genitori tutti i figli hanno la loro importanza. L’Amore del genitori è bilanciato, per questo tra i figli ci dev’essere concordia e sincera fratellanza.
Come i genitori amano con umiltà e amore i figli, così lo è per Dio Padre che ci ha Plasmati e con Gioia ci vuole un mondo di bene. Ora leggiamo la riflessione del Papa:“«Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo, ma bisognava far festa e rallegrarsi» (v. 31). Così dice il Padre al figlio maggiore. La sua logica è quella della misericordia! Il figlio minore pensava di meritare un castigo a causa dei propri peccati, il figlio maggiore si aspettava una ricompensa per i suoi servizi. I due fratelli non parlano fra di loro, vivono storie differenti, ma ragionano entrambi secondo una logica estranea a Gesù: se fai bene ricevi un premio, se fai male vieni punito; e questa non è la logica di Gesù, non lo è! Questa logica viene sovvertita dalle parole del padre: «Bisognava far festa e rallegrarsi perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato» (v. 31). Il padre ha recuperato il figlio perduto, e ora può anche restituirlo a suo fratello! Senza il minore, anche il figlio maggiore smette di essere un “fratello”. La gioia più grande per il padre è vedere che i suoi figli si riconoscano fratelli.”

Allora che abbiamo deciso? Vogliamo bene al fratello che s’era allontanato e poi è tornato a casa? In quest’Anno Giubilare della Misericordia, chiediamo sempre a Dio Padre, di aiutarci rafforzando e vivendo pieni di tanta Amore, per gioire sempre insieme a Papà.

Rimaniamo uniti e saldi attraverso la preghiera ed i Santi Sacramenti, ritroveremo e vivremo sempre più vicino al Signore, che ci donerà la Grazia di Amare il fratello – sorella, che incontreremo nel nostro cammino.

Dio ci Benedica e la Mamma ci Protegga.

Pace e Bene
Tony 🙂

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Udienza Generale

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One Comment on “Udienza Generale di Papa Francesco dell’11 Maggio 2016”

  1. paolo ha detto:

    Udienza Generale di Papa Francesco – “Il Padre Misericordioso” – Grazie per l’invio e per le interessanti meditazioni.


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