120° Udienza Generale di Papa Francesco

Salve carissimi fratelli e sorelle!!
Pian piano ci avviciniamo alla Solennità Pasquale, Dio Vuole aiutarci a camminare serenamente per conoscere con sincerità la Sua Presenza, per questo la catechesi odierna viene intitolata così:“Misericordia e Correzione”.
Per questo cari tutti, Dio ci Ama più di quanto pensiamo e vuole che anche noi riportiamo l’Amore verso di Lui, riconoscendoci Suoi figli; ci ha Plasmati a Sua Immagine.

Ma ora riflettiamo sulla prima frase che il Pontefice ricorda all’inizio di quest’Udienza:“Parlando della misericordia divina, abbiamo più volte evocato la figura del padre di famiglia, che ama i suoi figli, li aiuta, se ne prende cura, li perdona. E come padre, li educa e li corregge quando sbagliano, favorendo la loro crescita nel bene.
È così che viene presentato Dio nel primo capitolo del profeta Isaia, in cui il Signore, come padre affettuoso ma anche attento e severo, si rivolge ad Israele accusandolo di infedeltà e corruzione, per riportarlo sulla via della giustizia. Inizia così il nostro testo: «Udite, o cieli, ascolta, o terra, così parla il Signore: “Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi si sono ribellati contro di me. Il bue conosce il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende”» (1,2-3).”
Come possiamo vivere nella Luce se viviamo secondo i nostri pensieri? Questo ci vuol far riflettere in questa prima frase molto toccante. Non vivano la corruzione e le tenebre, nel nostro cammino. In queste due versetti il profeta vuol farci capire che gli animali sono più obbedienti di noi che siamo stati plasmati a Immagine di Dio.

“La relazione padre-figlio, a cui spesso i profeti fanno riferimento per parlare del rapporto di alleanza tra Dio e il suo popolo, si è snaturata. La missione educativa dei genitori mira a farli crescere nella libertà, a renderli responsabili, capaci di compiere opere di bene per sé e per gli altri. Invece, a causa del peccato, la libertà diventa pretesa di autonomia, pretesa di orgoglio, e l’orgoglio porta alla contrapposizione e all’illusione di autosufficienza.”: Dio non ci ha creati per vivere a modo nostro, ma perché seguiamo l’insegnamento dei nostri cari genitori che con tanto amore hanno atteso la nostra nascita e con tanta Gioia vogliono insegnarci tutti i precetti e le basi per divenire gioiosi cristiani, vivendo nella Pace e nell’Amore vicendevole. Purtroppo il peccato che corrompe l’anima, distrugge l’esempio dei nostri cari che vogliono vederci sorridenti e testimoni del Signore, per vivere con gioia il Suo Volere. Quando si diventa adolescenti subentrano i pensieri malvagi che confondono il nostro cammino verso il Regno di Dio. La preghiera perseverante e il frequentare la Santa Messa, ci donerà la Gioia di Vincere le insidie malefiche del principe di questo mondo.
Non dobbiamo distruggere il Disegno Celeste, ma ascoltare la Chiamata che Dio ci fa ogni istante. Leggiamo dunque ciò che viene ricordato dal Papa:“Ecco allora che Dio richiama il suo popolo: “Avete sbagliato strada”. Affettuosamente e amaramente dice il “mio” popolo. Dio mai rinnega noi; noi siamo il suo popolo, il più cattivo degli uomini, la più cattiva delle donne, i più cattivi dei popoli sono suoi figli. E questo è Dio: mai, mai rinnega noi! Dice sempre: “Figlio, vieni”. E questo è l’amore di nostro Padre; questa la misericordia di Dio.” Anche se la Sua creatura è molto lontana da Lui, dice sempre: “Figlio, vieni”. Non per questo dobbiamo rimanere nel peccato, ma pentirci del peccato commesso, chiedendo al Signore:“Pietà di me, o Dio, cancella il mio peccato!” Quest’invocazione è un primo passo, dobbiamo avvicinarci al Signore con il Sacramento della Riconciliazione.

“La conseguenza del peccato è uno stato di sofferenza, di cui subisce le conseguenze anche il paese, devastato e reso come un deserto, al punto che Sion – cioè Gerusalemme – diventa inabitabile. Dove c’è rifiuto di Dio, della sua paternità, non c’è più vita possibile, l’esistenza perde le sue radici, tutto appare pervertito e annientato. Tuttavia, anche questo momento doloroso è in vista della salvezza. La prova è data perché il popolo possa sperimentare l’amarezza di chi abbandona Dio, e quindi confrontarsi con il vuoto desolante di una scelta di morte. La sofferenza, conseguenza inevitabile di una decisione autodistruttiva, deve far riflettere il peccatore per aprirlo alla conversione e al perdono.”: Quando ciascuno di noi si sente in colpa, soffre tanto perché si sente lontano dal Signore. Ci sono purtroppo creature che voglio stare lontano da Dio, vivendo nella propria libertà, ed il Papa riguardo ciò lo ricorda molto bene con questa frase:“Dove c’è rifiuto di Dio, della sua paternità, non c’è più vita possibile, l’esistenza perde le sue radici, tutto appare pervertito e annientato.” Questo tipo di sofferenza, ci porta alla Misericordia del Signore, perché ci porta ad una riflessione sincera che ci porta ad un sincero pentimento e contrizione dell’anima, che si sente abbandonata dal Signore che vuole salvarla. “La salvezza implica la decisione di ascoltare e lasciarsi convertire, ma rimane sempre dono gratuito. Il Signore, quindi, nella sua misericordia, indica una strada che non è quella dei sacrifici rituali, ma piuttosto della giustizia.”

Quando stiamo soffrendo da chi andiamo? Dal medico vero? Ebbene quando viviamo momenti di sofferenza spiritualmente, c’è Dio che, attraverso Suo Figlio, ci vuole Salvare con le Sue braccia aperte. Il Papa lo ricorda molto bene con questa frase:“Quando uno è ammalato va dal medico; quando uno si sente peccatore va dal Signore. Ma se invece di andare dal medico, va dallo stregone non guarisce. Tante volte non andiamo dal Signore, ma preferiamo andare per strade sbagliate, cercando al di fuori di Lui una giustificazione, una giustizia, una pace.” L’uomo si lascia trascinare da pensieri più semplici, che poi diventano vie sbagliate per camminare sereni e gioiosi verso il Regno di Dio.

“Dio, dice il profeta Isaia, non gradisce il sangue di tori e di agnelli (v. 11), soprattutto se l’offerta è fatta con mani sporche del sangue dei fratelli (v. 15). Ma io penso alcuni benefattori della Chiesa che vengono con l’offerta – “Prenda per la Chiesa questa offerta”- è frutto del sangue di tanta gente sfruttata, maltrattata, schiavizzata con il lavoro malpagato! Io dirò a questa gente: “Per favore, portati indietro il tuo assegno, brucialo”. Il popolo di Dio, cioè la Chiesa, non ha bisogno di soldi sporchi, ha bisogno di cuori aperti alla misericordia di Dio. È necessario avvicinarsi a Dio con mani purificate, evitando il male e praticando il bene e la giustizia. Che bello come finisce il profeta: «Cessate di fare il male imparate a fare il bene,cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano,difendete la causa della vedova» (vv. 16-17).”: Il Signore c’invita ad aiutare coloro che non riescono a vivere, non di sfruttarle a modo nostro, per i nostri interessi. Il Papa lo dice apertamente con questa frase:“Il popolo di Dio, cioè la Chiesa, non ha bisogno di soldi sporchi, ha bisogno di cuori aperti alla misericordia di Dio. È necessario avvicinarsi a Dio con mani purificate, evitando il male e praticando il bene e la giustizia.”

“Pensate ai tanti profughi che sbarcano in Europa e non sanno dove andare. Allora, dice il Signore, i peccati, anche se fossero scarlatti, diventeranno bianchi come la neve, e candidi come la lana, e il popolo potrà nutrirsi dei beni della terra e vivere nella pace (v. 19).”: Aiutiamo il forestiero, soccorriamo chi vediamo soffrire; solo compiendo questi atti misericordiosi, “i peccati, anche se fossero scarlatti, diventeranno bianchi come la neve, e candidi come la lana.”

Com’è bello abbracciare il Signore che ci vuole Salvare attraverso la Sua Misericordia. Viviamo dunque con umiltà e gioia questo Tempo Santo di Guarigione Spirituale, attraverso il Perdono di Dio.
“La misericordia di Dio è offerta a tutti, e queste parole del profeta valgono anche oggi per tutti noi, chiamati a vivere come figli di Dio.”

Uniti in Cristo vi abbraccio fraternamente.

Dio ci Benedica e la Mamma ci Protegga.

Pace e Bene
Tony 🙂

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Udienza Generale

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One Comment on “120° Udienza Generale di Papa Francesco”

  1. paolo ha detto:

    Ringrazio per l’invio della 120° Udienza Generale di Papa Francesco.


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