119° Udienza Generale di Papa Francesco

Carissimi tutti, buonasera!!
Siamo in pieno tempo quaresimale e, come il Signore vuol svegliarci dalla nostra cecità spirituale? Beh questa catechesi ci aiuta tantissimo, rinnovando nella Fede con la Luce che Illumina il nostro cammino di Conversione. Il titolo odierno è questo:“Misericordia e Potere”.

Papa Francesco vuole farci riflettere su un passo molto importante che ci permette di proseguire nel Retto Cammino che tanto cerchiamo, ossia quello di non lasciarci ingannare dal potere che il nostro io desidera più di tutto. Ma leggiamo il pensiero iniziale del Pontefice:“Proseguiamo le catechesi sulla misericordia nella Sacra Scrittura. In diversi passi si parla dei potenti, dei re, degli uomini che stanno “in alto”, e anche della loro arroganza e dei loro soprusi.” Per questo l’essere in “alto”, non ci aiuta certo a stare uniti al Signore, ma c’è una Via Preziosa che dobbiamo seguire, l’ha ricorda proprio il Papa:“La ricchezza e il potere sono realtà che possono essere buone e utili al bene comune, se messe al servizio dei poveri e di tutti, con giustizia e carità.”

“Ma quando, come troppo spesso avviene, vengono vissute come privilegio, con egoismo e prepotenza, si trasformano in strumenti di corruzione e morte.”: Purtroppo sia il potere che la ricchezza il più delle volte, producono eventi tragici e dolenti per tutti, usati malamente ci fanno soltanto soffrire. Ne stiamo vivendo ancor’oggi all’interno delle comunità e famiglie, con guerre causate da invidie e desiderio di comandare ed essere potenti verso tutti.

“In questo testo si racconta che il re d’Israele, Acab, vuole comprare la vigna di un uomo di nome Nabot, perché questa vigna confina con il palazzo reale. La proposta sembra legittima, persino generosa, ma in Israele le proprietà terriere erano considerate quasi inalienabili. Infatti il libro del Levitico prescrive: «Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti» (Lv 25,23). La terra è sacra, perché è un dono del Signore, che come tale va custodito e conservato, in quanto segno della benedizione divina che passa di generazione in generazione e garanzia di dignità per tutti. Si comprende allora la risposta negativa di Nabot al re: «Mi guardi il Signore dal cederti l’eredità dei miei padri» (1 Re 21,3).”: Quest’oggi il Papa vuole farci riflettere su un’episodio che leggiamo nel primo libro dei Re. Quando il re d’Israele Acab, vuol comprare la vigna ad un uomo di nome  Nabot, ma lui stesso non gliela cede perché la terra in cui si vive non appartiene a noi, ma dobbiamo custodirla e proteggerla per le generazioni che verranno. Questo lo ricorda il libro del Levitico:«Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti» (Lv 25,23)

“Il re Acab reagisce a questo rifiuto con amarezza e sdegno. Si sente offeso – lui è il re, il potente -, sminuito nella sua autorità di sovrano, e frustrato nella possibilità di soddisfare il suo desiderio di possesso. Vedendolo così abbattuto, sua moglie Gezabele, una regina pagana che aveva incrementato i culti idolatrici e faceva uccidere i profeti del Signore (cfr 1 Re 18,4), – non era brutta, era cattiva! – decide di intervenire. Le parole con cui si rivolge al re sono molto significative. Sentite la cattiveria che è dietro questa donna: «Tu eserciti così la potestà regale su Israele? Alzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la farò avere io la vigna di Nabot di Izreel» (v. 7).”: Il re Acab, è rimasto irritato, perché secondo lui che è re, doveva dargli il terreno perché lui ha l’autorità di re. Lo consola subito la moglie “una regina pagana che aveva incrementato i culti idolatrici e faceva uccidere i profeti del Signore”, con queste parole:«Tu eserciti così la potestà regale su Israele? Alzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la farò avere io la vigna di Nabot di Izreel» (v. 7)
Quello che leggiamo in questa frase, ci fa riflettere tanto, perché ci sono momenti in cui quando non riceviamo ciò che desideriamo facciamo di tutto, anche cose brutali per averle, acquistando il potere mondano che ci porta subito lontano da Dio, dalla Sua Luce. È Vero?

“Gesù, ricordando queste cose, ci dice: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo» (Mt 20,25-27)”; Che gioia abbiamo, quando possediamo tutto ciò che desideriamo? Per questo il Signore ci consiglia tutt’altra strada da vivere, eccola:«Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo» (Mt.20,26-27) Per questo impariamo dal Signore ad essere umili e semplici, solo così troveremo la Gioia e la Pace che cercavamo.

“Se si perde la dimensione del servizio, il potere si trasforma in arroganza e diventa dominio e sopraffazione. E’ proprio ciò che accade nell’episodio della vigna di Nabot. Gezabele, la regina, in modo spregiudicato, decide di eliminare Nabot e mette in opera il suo piano. Si serve delle apparenze menzognere di una legalità perversa: spedisce, a nome del re, delle lettere agli anziani e ai notabili della città ordinando che dei falsi testimoni accusino pubblicamente Nabot di avere maledetto Dio e il re, un crimine da punire con la morte. Così, morto Nabot, il re può impadronirsi della sua vigna. E questa non è una storia di altri tempi, è anche storia d’oggi, dei potenti che per avere più soldi sfruttano i poveri, sfruttano la gente. È la storia della tratta delle persone, del lavoro schiavo, della povera gente che lavora in nero e con il salario minimo per arricchire i potenti. È la storia dei politici corrotti che vogliono più e più e più! Per questo dicevo che ci farà bene leggere quel libro di Sant’Ambrogio su Nabot, perché è un libro di attualità.”: Quanto ci fa soffrire quest’episodio crudele che organizza perfettamente la moglie del re. Rileggiamo:“Si serve delle apparenze menzognere di una legalità perversa: spedisce, a nome del re, delle lettere agli anziani e ai notabili della città ordinando che dei falsi testimoni accusino pubblicamente Nabot di avere maledetto Dio e il re, un crimine da punire con la morte. Così, morto Nabot, il re può impadronirsi della sua vigna.”
Purtroppo questi eventi, non sono passati, ma accadono tutt’oggi nei nostri tempi, “dei potenti che per avere più soldi sfruttano i poveri, sfruttano la gente.” facendoli lavorare fortemente e illegalmente, lasciandosi sedurre dal dio denaro ed il potere crudele che solo il “principe” di questo mondo può suggerire. Senza scordarci della “storia dei politici corrotti che vogliono più e più e più!”

Proseguendo con la storia del re Acab, Dio Padre, compie un’azione bellissima:“Nella sua misericordia invia il profeta Elia per aiutare Acab a convertirsi. Adesso voltiamo pagina, e come segue la storia? Dio vede questo crimine e bussa anche al cuore di Acab e il re, messo davanti al suo peccato, capisce, si umilia e chiede perdono. Che bello sarebbe se i potenti sfruttatori di oggi facessero lo stesso!.”
Che ne dite? Dio è Grande, Misericordioso verso tutti, spetta a noi a cambiare pagina, vivendo una nuova vita, una Vita di Salvezza e Rinnovamento Spirituale. Dio è Paziente, noi lo siamo verso il prossimo e verso Dio?

Ora leggiamo un consiglio prezioso del Pontefice, cercandolo di mettere in pratica quanto prima: “La misericordia può guarire le ferite e può cambiare la storia. Apri il tuo cuore alla misericordia! La misericordia divina è più forte del peccato degli uomini. È più forte, questo è l’esempio di Acab! Noi ne conosciamo il potere, quando ricordiamo la venuta dell’Innocente Figlio di Dio che si è fatto uomo per distruggere il male con il suo perdono. Gesù Cristo è il vero re, ma il suo potere è completamente diverso. Il suo trono è la croce. Lui non è un re che uccide, ma al contrario dà la vita. Il suo andare verso tutti, soprattutto i più deboli, sconfigge la solitudine e il destino di morte a cui conduce il peccato. Gesù Cristo con la sua vicinanza e tenerezza porta i peccatori nello spazio della grazia e del perdono. E questa è la misericordia di Dio.”

Coraggio dunque, rimaniamo saldi nella Fede, rinnovando ogni istante l’Amore verso Colui che ci ha Pensato e Creato a Sua Immagine. Agendo con umiltà e perdono, troveremo la Pace e la Gioia di Vivere in Dio, scoprendo sinceramente il significato della Sua Infinita Misericordia.

Uniti in Cristo vi abbraccio fraternamente.

Dio ci Benedica e la Mamma ci Protegga.

Pace e Bene
Tony 🙂

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Udienza Generale

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