98° Udienza Generale di Papa Francesco

Carissimi amici tutti salve!! Perdonatemi del ritardo, ma i giorni volano velocemente!!! Meglio così. Ringraziamo il Signore per tutto, per il Suo Amore e per il Dono Prezioso della Vita!!
Quest’oggi il Papa analizza un’elemento speciale che si vive all’interno della famiglia, esso è: “LA FESTA”.

La catechesi inizia proprio così:“Oggi apriamo un piccolo percorso di riflessione su tre dimensioni che scandiscono, per così dire, il ritmo della vita famigliare: la festa, il lavoro, la preghiera. Incominciamo dalla festa.”

Le feste noi le prendiamo come svago e momenti di rilassamento, ma non è così. Il Papa lo ricorda molto bene con queste parole:“Dunque la festa non è la pigrizia di starsene in poltrona, o l’ebbrezza di una sciocca evasione, no la festa è anzitutto uno sguardo amorevole e grato sul lavoro ben fatto; festeggiamo un lavoro. Anche voi, novelli sposi, state festeggiando il lavoro di un bel tempo di fidanzamento: e questo è bello! E’ il tempo per guardare i figli, o i nipoti, che stanno crescendo, e pensare: che bello! E’ il tempo per guardare la nostra casa, gli amici che ospitiamo, la comunità che ci circonda, e pensare: che cosa buona! Dio ha fatto così quando ha creato il mondo. E continuamente fa così, perché Dio crea sempre, anche in questo momento!” La festa che celebriamo è un momento di ringraziamento per il lavoro che abbiamo compiuto e ci sentiamo soddisfatti di questo, però non deve farci sentire in vana gloria, ma ringraziare sempre il Signore per averci aiutato e festeggiare insieme a Lui e chi ci sta vicino questo momento particolari.

Il passo biblico che è stato letto come introduzione parla che Dio stesso ha iniziato a festeggiare la Creazione del mondo il settimo giorno, dopo che tutto era stato compiuto. Lui era felice ed ha consacrato questo momento, come un Santo Giorno, così dev’essere per noi che viviamo le feste in famiglia, partendo dai compleanni, anniversari vari e momenti di gioia.
Possiamo vivere un momento difficile, ma non per questo dobbiamo tralasciare queste ricorrenze, perché anche in queste momenti il Signore ci sta vicino, invitandoci a stare accanto a Lui. Ecco le parole del Papa:“Può capitare che una festa arrivi in circostanze difficili o dolorose, e si celebra magari “con il groppo in gola”. Eppure, anche in questi casi, chiediamo a Dio la forza di non svuotarla completamente. Voi mamme e papà sapete bene questo: quante volte, per amore dei figli, siete capaci di mandare giù i dispiaceri per lasciare che loro vivano bene la festa, gustino il senso buono della vita! C’è tanto amore in questo!”

Come dicevo prima, il settimo giorno Dio lo ha consacrato a Lui, quindi è divenuto un Santo Giorno in cui dobbiamo ricordarci che senza di Lui non possiamo vivere. Purtroppo il giorno di Domenica viene lasciato come un giorno di relax; dimentichiamo che il giorno è Santo. Anno dopo anno, nelle Chiese c’è sempre meno gente durante la Santa Messa; molte famiglie infatti vanno a rilassarsi nei centri comerciali, tralasciando quell’arco di tempo spirituale che Dio ci vuole donare per avvicinarci a Lui. Ci sono anche coloro anche la Domenica lavorano come pazzi, tutto ciò distrugge il Santo Giorno consacrato a Dio.
Il Papa lo ricorda con queste parole:“Ma il vero tempo della festa sospende il lavoro professionale, ed è sacro, perché ricorda all’uomo e alla donna che sono fatti ad immagine di Dio, il quale non è schiavo del lavoro, ma Signore, e dunque anche noi non dobbiamo mai essere schiavi del lavoro, ma “signori”. C’è un comandamento per questo, un comandamento che riguarda tutti, nessuno escluso! E invece sappiamo che ci sono milioni di uomini e donne e addirittura bambini schiavi del lavoro! In questo tempo ci sono schiavi, sono sfruttati, schiavi del lavoro e questo è contro Dio e contro la dignità della persona umana! L’ossessione del profitto economico e l’efficientismo della tecnica mettono a rischio i ritmi umani della vita, perché la vita ha i suoi ritmi umani. Il tempo del riposo, soprattutto quello domenicale, è destinato a noi perché possiamo godere di ciò che non si produce e non si consuma, non si compra e non si vende. E invece vediamo che l’ideologia del profitto e del consumo vuole mangiarsi anche la festa: anch’essa a volte viene ridotta a un “affare”, a un modo per fare soldi e per spenderli. Ma è per questo che lavoriamo? L’ingordigia del consumare, che comporta lo spreco, è un brutto virus che, tra l’altro, ci fa ritrovare alla fine più stanchi di prima. Nuoce al lavoro vero, consuma la vita. I ritmi sregolati della festa fanno vittime, spesso giovani.”

Coraggio dunque, rimaniamo uniti vivendo le feste all’interno della famiglie come un momento di socializzazione e riconciliazione se ci sono incomprensioni fra di noi, perché Dio ci chiama tutti a rimanere Saldi nella Fede e Gioiosi nel vivere con i nostri genitori e tutti i familiari che ci circondano.

Augurandovi tanta Felicità, vi saluto fraternamente.

Dio ci Benedica e la Mamma ci Protegga.

Pace e Bene
Tony 🙂

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Udienza Generale

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One Comment on “98° Udienza Generale di Papa Francesco”

  1. paolo ha detto:

    Ricevo e ringrazio per l’invio della 98° Udienza Generale di Papa Francesco,e dei bellissimi commenti.


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