95° Udienza Generale di Papa Francesco

Carissimi tutti, eccovi un nuovo tema che il Pontefice vuol esaminare all’interno della Famiglia Cristiana, esso è il “LUTTO”.

Che dolore attroce viviamo all’interno della famiglia, quando un figlio o una figlia muore e per la mamma ed il padre è un dolore fortissimo. Il Papa lo ricorda con queste parole:“La morte è un’esperienza che riguarda tutte le famiglie, senza eccezione alcuna. Fa parte della vita; eppure, quando tocca gli affetti familiari, la morte non riesce mai ad apparirci naturale.”

La morte nel lato umano diviene un momento difficile d’accettare e vivere, per questo dobbiamo rimanere sempre uniti al Signore senza spaventarci, sentendo sempre l’Amore Infinito del Signore, quando vivremo questo evento all’interno della famiglia. Per i genitori tutto ciò è descritto così:“La perdita di un figlio o di una figlia è come se fermasse il tempo: si apre una voragine che inghiotte il passato e anche il futuro. La morte, che porta via il figlio piccolo o giovane, è uno schiaffo alle promesse, ai doni e sacrifici d’amore gioiosamente consegnati alla vita che abbiamo fatto nascere.”
Come possiamo accettare questo momento, vedendo all’improvviso la morte? Un trauma fortissimo è quando all’interno della famiglia ci sono più figli, il bambino si spaventa. Ma con chiarezza il Papa lo ricorda così:“La morte tocca e quando è un figlio tocca profondamente. Tutta la famiglia rimane come paralizzata, ammutolita. E qualcosa di simile patisce anche il bambino che rimane solo, per la perdita di un genitore, o di entrambi. Quella domanda: “Ma dov’è il papà? Dov’è la mamma?” – Ma è in cielo” – “Ma perché non lo vedo?”. Questa domanda copre un’angoscia nel cuore del bambino che rimane solo. Il vuoto dell’abbandono che si apre dentro di lui è tanto più angosciante per il fatto che non ha neppure l’esperienza sufficiente per “dare un nome” a quello che è accaduto. “Quando torna il papà? Quando torna la mamma?”. Cosa rispondere quando il bambino soffre? Così è la morte in famiglia.”

Proseguendo su questa tematica, ciascuno di noi può aver un trauma forte tanto che cambierà il suo pensiero personale verso il Signore. Il Pontefice lo ricorda così:“In questi casi la morte è come un buco nero che si apre nella vita delle famiglie e a cui non sappiamo dare alcuna spiegazione. E a volte si giunge persino a dare la colpa a Dio. Ma quanta gente – io li capisco – si arrabbia con Dio, bestemmia: “Perché mi hai tolto il figlio, la figlia? Ma Dio non c’è, Dio non esiste! Perché ha fatto questo?”. Tante volte abbiamo sentito questo. Ma questa rabbia è un po’ quello che viene dal cuore del dolore grande; la perdita di un figlio o di una figlia, del papà o della mamma, è un grande dolore. Questo accade continuamente nelle famiglie. In questi casi, ho detto, la morte è quasi come un buco. Ma la morte fisica ha dei “complici” che sono anche peggiori di lei, e che si chiamano odio, invidia, superbia, avarizia; insomma, il peccato del mondo che lavora per la morte e la rende ancora più dolorosa e ingiusta.”
Non solo i bambini hanno paura e si mettono domande, ma anche gli adulti hanno verso Dio rabbia e non comprendono questo gesto del Signore ponendosi queste domande:“Perché mi hai tolto il figlio, la figlia? Ma Dio non c’è, Dio non esiste! Perché ha fatto questo?” Quando viene a mancare una persona a noi cara, è difficile accettare questo, il Papa lo ricorda così:”In questi casi, ho detto, la morte è quasi come un buco.”

“Nel popolo di Dio, con la grazia della sua compassione donata in Gesù, tante famiglie dimostrano con i fatti che la morte non ha l’ultima parola: questo è un vero atto di fede.”
La morte vissuta con la Luce del Signore, sarà per noi una vittoria per non cadere nelle tenebre. Rinnovando ogni giorno la Fiducia nel Signore, troveremo la Grazia più Vera per vivere e vincere questo tragico momento umano, solo nella Luce del Signore vinceremo, accettando spiritualmente questo frammento di vita. “In questa fede, possiamo consolarci l’un l’altro, sapendo che il Signore ha vinto la morte una volta per tutte. I nostri cari non sono scomparsi nel buio del nulla: la speranza ci assicura che essi sono nelle mani buone e forti di Dio. L’amore è più forte della morte. Per questo la strada è far crescere l’amore, renderlo più solido, e l’amore ci custodirà fino al giorno in cui ogni lacrima sarà asciugata, quando «non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno» (Ap 21,4).”

Rinnoviamo dunque la Fede nel Signore, troveremo Pace e Amore, perché Dio è Venuto attraverso il Signore Gesù, per sconfiggerci dalla morte, ridonandoci la Vita Eterna perduta col peccato originale.
Il Papa ricorda un sentimento importante con queste parole:“Oggi è necessario che i Pastori e tutti i cristiani esprimano in modo più concreto il senso della fede nei confronti dell’esperienza famigliare del lutto. Non si deve negare il diritto al pianto – dobbiamo piangere nel lutto -, anche Gesù «scoppiò in pianto» e fu «profondamente turbato» per il grave lutto di una famiglia che amava (Gv 11,33-37).” Non si può frenare il dolore della creatura che soffre per un suo famigliare o amico. Se la creatura non piange, vuol dire che non sente affetto verso colui che l’ha lasciato. Il pianto è una liberazione, è una Grazia che Dio ci dona in questi momenti particolari.

Non dobbiamo aver paura, ma essere pronti a questo frammento di vita. La Preghiera e l’Amore, ci doneranno la Grazia di affrontare il lutto
Rimanendo uniti spiritualmente, vi auguro Pace e Bene.

Dio ci Benedica e la Mamma ci Protegga.

Fraternamente Tony 🙂

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Udienza Generale

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One Comment on “95° Udienza Generale di Papa Francesco”

  1. paolo ha detto:

    Ringrazio riconoscente per l’invio della 95° Udienza Generale di Papa Francesco, avente per oggetto il “LUTTO”.


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