93° Udienza Generale di Papa Francesco

Carissimi amici tutti, volevo chiedervi scusa per il ritardo.
In questi mercoledì il Papa ha fatto spazio nell’analizzare i vari elementi della famiglia. Oggi il tema principale è intitolato:“FAMIGLIA E POVERTÀ”. Riguardo ciò il Pontefice inizia con queste parole:“In questi mercoledì abbiamo riflettuto sulla famiglia e andiamo avanti su questo tema, riflettere sulla famiglia. E da oggi le nostre catechesi si aprono, con la riflessione alla considerazione della vulnerabilità che ha la famiglia, nelle condizioni della vita che la mettono alla prova. La famiglia ha tanti problemi che la mettono alla prova. Una di queste prove è la povertà.” Quante notizie di cronaca che si sentono, purtroppo. Di famiglie che perdono il lavoro e cercano di recuperare i soldi mancanti agendo di qua e di la, poi tutto ciò si trasforma in dolore scioccante che sentiamo in tv.

Un’altro elemento lo spiega molto dettagliatamente il Papa con queste frasi:“Pensiamo a tante famiglie che popolano le periferie delle megalopoli, ma anche alle zone rurali… Quanta miseria, quanto degrado! E poi, ad aggravare la situazione, in alcuni luoghi arriva anche la guerra. La guerra è sempre una cosa terribile. Essa inoltre colpisce specialmente le popolazioni civili, le famiglie. Davvero la guerra è la “madre di tutte le povertà”, la guerra impoverisce la famiglia, una grande predatrice di vite, di anime, e degli affetti più sacri e più cari.”
Quanto dolore esiste, in tutte quelle nazioni in cui non c’è pace, ma si combatte la pace con le varie guerre. Ma com’è possibile? Non si può agire così, è un controsenso vivere nella pace combattendo e uccidendosi vicendevolmente. “Davvero la guerra è la “madre di tutte le povertà”, la guerra impoverisce la famiglia, una grande predatrice di vite, di anime, e degli affetti più sacri e più cari.”

C’è una Grazia Speciale che il Papa ci ricorda, e noi dobbiamo rifletterci tanto:“Nonostante tutto questo, ci sono tante famiglie povere che con dignità cercano di condurre la loro vita quotidiana, spesso confidando apertamente nella benedizione di Dio. Questa lezione, però, non deve giustificare la nostra indifferenza, ma semmai aumentare la nostra vergogna per il fatto che ci sia tanta povertà! E’ quasi un miracolo che, anche nella povertà, la famiglia continui a formarsi, e persino a conservare – come può – la speciale umanità dei suoi legami.”
Ci sono famiglie, che vedendo impoverirsi si autodistrugge, ma ci sono anche le famiglie che vivendo nella povertà, “con dignità cercano di condurre la loro vita quotidiana, spesso confidando apertamente nella benedizione di Dio.” Se una coppia decide di formare una famiglia anche con pochi soldi e nonostante ciò, la Fede diviene un’arma potente chiamata “Tesoro Speciale” che permette alla stessa famiglia di combattere contro la povertà umana con il Tesoro della Preghiera e dei Santi Sacramenti, vissuti con gioia ed umiltà. San Paolo nella  Lettera alla comunità di Corinto, ci vuol ricordare questa verità:“Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2 Cor, 8-9)

La povertà quindi, non è una vergogna. Umanamente possiamo chiamarla così, ma spiritualmente è una prova speciale che ci fa tanto riflettere. “Che cosa ci rimane, infatti, se cediamo al ricatto di Cesare e Mammona, della violenza e del denaro, e rinunciamo anche agli affetti famigliari? Una nuova etica civile arriverà soltanto quando i responsabili della vita pubblica riorganizzeranno il legame sociale a partire dalla lotta alla spirale perversa tra famiglia e povertà, che ci porta nel baratro.” La mentalità umana ci sta distruggendo, perché ci vuole far dimenticare ciò che abbiamo imparato tanto tempo fa, quello di non mettere tutto nel dio denaro. Il corpo in cui Dio ha soffiato il Suo Spirito, un giorno sarà distrutto, non rimarrà niente di noi se non l’anima donataci da Dio stesso. Se non comprendiamo questo, saremo lontani dalla salvezza. Non possiamo dunque rinunciare al rispetto e affetto famigliare, Non vivremo più”.

“Non è solo questione di pane. Parliamo di lavoro, parliamo di istruzione, parliamo di sanità. E’ importante capire bene questo. Rimaniamo sempre molto commossi quando vediamo le immagini di bambini denutriti e malati che ci vengono mostrate in tante parti del mondo. Nello stesso tempo, ci commuove anche molto lo sguardo sfavillante di molti bambini, privi di tutto, che stanno in scuole fatte di niente, quando mostrano con orgoglio la loro matita e il loro quaderno. E come guardano con amore il loro maestro o la loro maestra! Davvero i bambini lo sanno che l’uomo non vive di solo pane! Anche l’affetto famigliare; quando c’è la miseria i bambini soffrono, perché loro vogliono l’amore, i legami famigliari.”
Come possiamo distruggere il Vero Amore, quando vediamo che un bambino è sofferente è, nonostante tutto c’insegna che ha bisogno di tanto affetto. Ci scende qualche lacrima, “quando vediamo le immagini di bambini denutriti e malati che ci vengono mostrate in tante parti del mondo.” e “quando mostrano con orgoglio la loro matita e il loro quaderno. E come guardano con amore il loro maestro o la loro maestra!” Con questi sguardi dolci e pieni d’amore il Signore vuol farci capire che la prima cosa a cui dobbiamo pensare è l’Amore Sincero vissuto con umiltà e gioia. “Anche l’affetto famigliare; quando c’è la miseria i bambini soffrono, perché loro vogliono l’amore, i legami famigliari.”

C’è da riflettere fratelli tutti, come possiamo distruggere le nostre famiglie? Quando prevale la povertà, dobbiamo confidare nel Signore e, rimanendo uniti a Dio attraverso la preghiera perseverante Dio stesso ci donerà la Grazia di comprenderci ed amarci sempre più.
“La Chiesa è madre, e non deve dimenticare questo dramma dei suoi figli. Anch’essa dev’essere povera, per diventare feconda e rispondere a tanta miseria. Una Chiesa povera è una Chiesa che pratica una volontaria semplicità nella propria vita – nelle sue stesse istituzioni, nello stile di vita dei suoi membri – per abbattere ogni muro di separazione, soprattutto dai poveri.”

Carissimi tutti, non dobbiamo lasciare le famiglie nella povertà ma aiutiamole. Se poi capitasse a noi? “Facciamo tutto quello che noi possiamo per aiutare le famiglie ad andare avanti nella prova della povertà e della miseria che colpiscono gli affetti, i legami famigliari.” Aiutiamo chi vediamo soffrire.

Il Papa conclude con il passo di cui ha preso lo spunto per questa splendida catechesi. Eccolo:“Io vorrei leggere un’altra volta il testo della Bibbia che abbiamo ascoltato all’inizio e ognuno di noi pensi alle famiglie che sono provate dalla miseria e dalla povertà, la Bibbia dice così: «Figlio, non rifiutare al povero il necessario per la vita, non essere insensibile allo sguardo dei bisognosi. Non rattristare chi ha fame, non esasperare chi è in difficoltà. Non turbare un cuore già esasperato, non negare un dono al bisognoso. Non respingere la supplica del povero, non distogliere lo sguardo dall’indigente. Da chi ti chiede non distogliere lo sguardo, non dare a lui l’occasione di maledirti» (Sir 4,1-5a). Perché questo sarà quello che farà il Signore – lo dice nel Vangelo – se non facciamo queste cose.” Non dobbiamo lasciarci andare dai nostri interessi, ma aiutare chi vediamo soffrire.

Rimanendo nella semplicità e nel sostegno vicendevole.
Uniti spiritualmente, vi auguro Pace e Bene.

Dio ci Benedica e la Mamma ci Protegga.

Fraternamente Tony 🙂

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Udienza Generale

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One Comment on “93° Udienza Generale di Papa Francesco”

  1. paolo ha detto:

    Ringrazio per l’invio della 93° Udienza Generale di Papa Francesco avente per oggetto FAMIGLIA e POVERTA’.


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