76° Udienza Generale di Papa Francesco

Fratelli tutti, oggi il Papa riprende le Catechesi sulla famiglia, parlando del capo familiare:“IL PADRE”.
Papa Bergoglio parla con dolcezza e gioia di questa presenza all’interno della stessa, iniziando così la catechesi:
“Riprendiamo il cammino di catechesi sulla famiglia. Oggi ci lasciamo guidare dalla parola “padre”. Una parola più di ogni altra cara a noi cristiani, perché è il nome con il quale Gesù ci ha insegnato a chiamare Dio: padre. Il senso di questo nome ha ricevuto una nuova profondità proprio a partire dal modo in cui Gesù lo usava per rivolgersi a Dio e manifestare il suo speciale rapporto con Lui. Il mistero benedetto dell’intimità di Dio, Padre, Figlio e Spirito, rivelato da Gesù, è il cuore della nostra fede cristiana.”
Come non possiamo dire che è tutto vero? Il padre in famiglia come la mamma, è un’esempio prezioso per la stessa e la comunità in cui vive. Il padre viene ricordato come la persona saggia che aiuta il proprio figlio a camminare sulla Strada Giusta, proprio come ricorda Gesù in questa frase:“Il senso di questo nome ha ricevuto una nuova profondità proprio a partire dal modo in cui Gesù lo usava per rivolgersi a Dio e manifestare il suo speciale rapporto con Lui. Il mistero benedetto dell’intimità di Dio, Padre, Figlio e Spirito, rivelato da Gesù, è il cuore della nostra fede cristiana.”

““Padre” è una parola nota a tutti, una parola universale. Essa indica una relazione fondamentale la cui realtà è antica quanto la storia dell’uomo. Oggi, tuttavia, si è arrivati ad affermare che la nostra sarebbe una “società senza padri”. In altri termini, in particolare nella cultura occidentale, la figura del padre sarebbe simbolicamente assente, svanita, rimossa. In un primo momento, la cosa è stata percepita come una liberazione: liberazione dal padre-padrone, dal padre come rappresentante della legge che si impone dall’esterno, dal padre come censore della felicità dei figli e ostacolo all’emancipazione e all’autonomia dei giovani. Talvolta in alcune case regnava in passato l’autoritarismo, in certi casi addirittura la sopraffazione: genitori che trattavano i figli come servi, non rispettando le esigenze personali della loro crescita; padri che non li aiutavano a intraprendere la loro strada con libertà – ma non è facile educare un figlio in libertà -; padri che non li aiutavano ad assumere le proprie responsabilità per costruire il loro futuro e quello della società.”
Negli anni passati, il padre era visto come una persona che dettava legge ed i figli erano trattati come servi. Un po crudele al giorno d’oggi, perché diremmo che in questi momenti non c’era dialogo fra padre e figlio, era cancellata del tutto la libertà di parlare e, come ricorda Papa Francesco:
padri che non li aiutavano a intraprendere la loro strada con libertà – ma non è facile educare un figlio in libertà -; padri che non li aiutavano ad assumere le proprie responsabilità per costruire il loro futuro e quello della società.”
Oggi però stiamo soffrendo perché “si passa da un estremo all’altro.” Infatti nella catechesi viene ricordato questo:“Il problema dei nostri giorni non sembra essere più tanto la presenza invadente dei padri, quanto piuttosto la loro assenza, la loro latitanza. I padri sono talora così concentrati su se stessi e sul proprio lavoro e alle volte sulle proprie realizzazioni individuali, da dimenticare anche la famiglia.”
Come si può lasciar crescere un neonato senza l’affetto del padre? “lasciano soli i piccoli e i giovani”, senza giocare con loro. I bambini sentono la mancanza del padre da piccoli. Il Papa ha un ricordo quand’era Vescovo di Buenos Aires, “avvertivo il senso di orfanezza che vivono oggi i ragazzi; e spesso domandavo ai papà se giocavano con i loro figli, se avevano il coraggio e l’amore di perdere tempo con i figli. E la risposta era brutta, nella maggioranza dei casi: “Mah, non posso, perché ho tanto lavoro…”. E il padre era assente da quel figliolo che cresceva, non giocava con lui, no, non perdeva tempo con lui.”

Come ricordavo sopra, si passa da un’estremo all’altro, perché ora i giovani quando nascono senza la presenza paterna, non ne sentono più il bisogno nell’età adolescenziale e intraprendono cammini mondani che gli portano fuori strada. Anche quando il padre si accorge dello sbaglio e vuole rimediare, non riesce ad avere un dialogo con il figlio. Prima i figli erano i servi dei padri, ora invece diviene il contrario – purtroppo – i padri sono i servi dei figli. Il Papa riguardo questo pensiero ci ricorda:“La qualità educativa della presenza paterna è tanto più necessaria quanto più il papà è costretto dal lavoro a stare lontano da casa. A volte sembra che i papà non sappiano bene quale posto occupare in famiglia e come educare i figli. E allora, nel dubbio, si astengono, si ritirano e trascurano le loro responsabilità, magari rifugiandosi in un improbabile rapporto “alla pari” con i figli. E’ vero che tu devi essere “compagno” di tuo figlio, ma senza dimenticare che tu sei il padre! Se tu ti comporti soltanto come un compagno alla pari del figlio, questo non farà bene al ragazzo.”

Come può un padre proseguire rimanendo “alla pari” con il figlio? Dovrebbe essere il padre l’educatore, ma stando “alla pari” per comprendersi, non si può proseguire. Il bambino deve comprendere già dall’infanzia i precetti cristiani per crescere nella Luce, altrimenti andando avanti negli anni, non comprenderà il valore importante del dono vitale che Dio attraverso i genitori ha fatto.

“E questo problema lo vediamo anche nella comunità civile. La comunità civile con le sue istituzioni, ha una certa responsabilità – possiamo dire paterna – verso i giovani, una responsabilità che a volte trascura o esercita male. Anch’essa spesso li lascia orfani e non propone loro una verità di prospettiva. I giovani rimangono, così, orfani di strade sicure da percorrere, orfani di maestri di cui fidarsi, orfani di ideali che riscaldino il cuore, orfani di valori e di speranze che li sostengano quotidianamente. Vengono riempiti magari di idoli ma si ruba loro il cuore; sono spinti a sognare divertimenti e piaceri, ma non si dà loro il lavoro; vengono illusi col dio denaro, e negate loro le vere ricchezze.”: La comunità stessa lasciandosi trascinare dalle ideolige di questo mondo, non aiuterà per niente i bambini che crescono, perché si lasceranno condizionare dai pensieri che non sono più che niente istrutivi. Diverranno orfani prendendo tutt’altre vie,“orfani di maestri di cui fidarsi, orfani di ideali che riscaldino il cuore, orfani di valori e di speranze che li sostengano quotidianamente. Vengono riempiti magari di idoli ma si ruba loro il cuore; sono spinti a sognare divertimenti e piaceri, ma non si dà loro il lavoro; vengono illusi col dio denaro, e negate loro le vere ricchezze.”

Cosa dobbiamo fare dunque? In questa catechesi, il Papa ci consiglia questo:“E allora farà bene a tutti, ai padri e ai figli, riascoltare la promessa che Gesù ha fatto ai suoi discepoli: «Non vi lascerò orfani» (Gv 14,18). E’ Lui, infatti, la Via da percorrere, il Maestro da ascoltare, la Speranza che il mondo può cambiare, che l’amore vince l’odio, che può esserci un futuro di fraternità e di pace per tutti.”
Coraggio dunque, se vogliamo recuperare ciò che abbiamo perduto con i nostri figlioli cari padri di famiglia, ricordatevi che c’è sempre una Luce all’orizzonte che ci attende. Sapete chi è? Ma è Gesù fratelli e sorelle.

Riguardo alla catechesi, mercoledì prossimo il Pontefice parlerà del padre con la sua positività. Lui stesso lo ricorda così:“Proseguirò questa catechesi mettendo in luce la bellezza della paternità. Per questo ho scelto di cominciare dal buio per arrivare alla luce.”

Rimanendo uniti spiritualmente, proseguiamo il nostro cammino comprendendo quanto il padre all’interno della famiglia, sia sempre una gioia, una figura preziosa.

Dio ci Benedica e la Mamma ci Protegga.

Fraternamente
Tony 🙂

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Udienza Generale

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One Comment on “76° Udienza Generale di Papa Francesco”

  1. paolo ha detto:

    Ho ricevuto la 76° Udienza Generale di Papa Francesco con i profondi pensieri esplicativi. Grazie


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