73° Udienza Generale di Papa Francesco

Buongiorno carissimi!! Vi auguro con tutto cuore, prima che mi scordi, un Gioioso e Santo Natale!!!
Quest’oggi il Papa continua a parlare della famiglia, mettendo in risalto:Nazaret.

Da poco si è celebrato il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, ed il Papa ricorda che “è stato la prima tappa di un cammino, che si concluderà nell’ottobre prossimo con la celebrazione di un’altra Assemblea sul tema “Vocazione e missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo”.

La famiglia è proprio una missione che i fidanzati, decidendo di consacrare la propria vita a Dio, metteno tutto nelle Sue Mani. Per questo bisogna percorrere un cammino spirituale, prima di decidere con sincerità e umiltà di fare questo gesto prezioso, perché il Matrimonio è un Sacramento Importante, come tutti gli altri. Quell’amore che nutre i due fidanzati diventi un momento di edificazione e gioia per tutti e due, lasciandosi coccolare dal Signore che li chiama ad una Missione Speciale. La famiglia – come ricorda il Papa – è un “grande dono che il Signore ha fatto al mondo fin dal principio, quando conferì ad Adamo ed Eva la missione di moltiplicarsi e di riempire la terra (cfr Gen 1,28). Quel dono che Gesù ha confermato e sigillato nel suo vangelo.”

Per questo, in una coppia che si conosce, deve dar frutto la Grazia e la Gioia di avere come Arma Preziosa la Preghiera e l’Amore verso Dio che li ha fatti conoscere e vuole unirli per sempre.
Riguardo questo pensiero appena scritto, il Papa ci ricorda che:“L’incarnazione del Figlio di Dio apre un nuovo inizio nella storia universale dell’uomo e della donna. E questo nuovo inizio accade in seno ad una famiglia, a Nazaret. Gesù nacque in una famiglia. Lui poteva venire spettacolarmente, o come un guerriero, un imperatore… No, no: viene come un figlio di famiglia, in una famiglia.”

Riguardo il paese di Nazareth, il Papa fa conoscere questo suo pensiero molto bello e dolce. Leggiamo e riflettiamo, eccolo:“Dio ha scelto di nascere in una famiglia umana, che ha formato Lui stesso. L’ha formata in uno sperduto villaggio della periferia dell’Impero Romano. Non a Roma, che era la capitale dell’Impero, non in una grande città, ma in una periferia quasi invisibile, anzi, piuttosto malfamata. Lo ricordano anche i Vangeli, quasi come un modo di dire: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?» (Gv 1,46). Forse, in molte parti del mondo, noi stessi parliamo ancora così, quando sentiamo il nome di qualche  luogo periferico di una grande città. Ebbene, proprio da lì, da quella periferia del grande Impero, è iniziata la storia più santa e più buona, quella di Gesù tra gli uomini! E lì si trovava questa famiglia.”
Una canzone molto conosciuta nelle parrocchie, che rispecchia questo pensiero papale, dice così:“Dio si è fatto come noi, per farci come Lui, Vieni Gesù, resta con noi, resta con noi.”
Il Papa ci ricorda un’altro pensiero molto bello della Santa Famiglia di Nazareth, eccolo qui:“Gesù è rimasto in quella periferia per trent’anni. L’evangelista Luca riassume questo periodo così: Gesù «era loro sottomesso [cioè a Maria e Giuseppe]. E uno potrebbe dire: “Ma questo Dio che viene a salvarci, ha perso trent’anni lì, in quella periferia malfamata?” Ha perso trent’anni! Lui ha voluto questo. Il cammino di Gesù era in quella famiglia. «La madre custodiva nel suo cuore tutte queste cose, e Gesù cresceva in sapienza, in età e in grazia davanti a Dio e davanti agli uomini» (2,51-52). Non si parla di miracoli o guarigioni, di predicazioni – non ne ha fatta nessuna in quel tempo – di folle che accorrono; a Nazaret tutto sembra accadere “normalmente”, secondo le consuetudini di una pia e operosa famiglia israelita: si lavorava, la mamma cucinava, faceva tutte le cose della casa, stirava le camice… tutte le cose da mamma. Il papà, falegname, lavorava, insegnava al figlio a lavorare. Trent’anni. “Ma che spreco, Padre!”. Le vie di Dio sono misteriose. Ma ciò che era importante lì era la famiglia! E questo non era uno spreco! Erano grandi santi: Maria, la donna più santa, immacolata, e Giuseppe, l’uomo più giusto… La famiglia.”
Gesù per trent’anni ha vissuto insieme alla Sua Famiglia per poi obbedire al Padre compiendo la Sua Volontà. Il Papa dice:“Trent’anni. “Ma che spreco, Padre!”. Le vie di Dio sono misteriose.” Per Gesù sono stati trent’anni, per noi? Non dobbiamo velocizzare i Tempi di Dio, ma nemmeno essere lontani da Lui che ci Ama tantissimo, per questo dobbiamo rimanere perseveranti nella preghiera e vicini ai Santi Sacramenti, per scoprire sempre più la Divina Volontà.

Coraggio dunque, non siamo soli, ma Gesù è vicino a noi tutti. “Ciascuna famiglia cristiana – come fecero Maria e Giuseppe – può anzitutto accogliere Gesù, ascoltarlo, parlare con Lui, custodirlo, proteggerlo, crescere con Lui; e così migliorare il mondo. Facciamo spazio nel nostro cuore e nelle nostre giornate al Signore. Così fecero anche Maria e Giuseppe, e non fu facile: quante difficoltà dovettero superare! Non era una famiglia finta, non era una famiglia irreale. La famiglia di Nazaret ci impegna a riscoprire la vocazione e la missione della famiglia, di ogni famiglia. E, come accadde in quei trent’anni a Nazaret, così può accadere anche per noi: far diventare normale l’amore e non l’odio, far diventare comune l’aiuto vicendevole, non l’indifferenza o l’inimicizia. Non è un caso, allora, che “Nazaret” significhi “Colei che custodisce”, come Maria, che – dice il Vangelo – «custodiva nel suo cuore tutte queste cose» (cfr Lc 2,19.51). Da allora, ogni volta che c’è una famiglia che custodisce questo mistero, fosse anche alla periferia del mondo, il mistero del Figlio di Dio, il mistero di Gesù che viene a salvarci, è all’opera. E viene per salvare il mondo. E questa è la grande missione della famiglia: fare posto a Gesù che viene, accogliere Gesù nella famiglia, nella persona dei figli, del marito, della moglie, dei nonni… Gesù è lì. Accoglierlo lì, perché cresca spiritualmente in quella famiglia.”

In questo pensiero, ho inserito più volte le riflessioni papali perché mi sono piaciute, ed è ciò che sento anch’io per quanto riguarda la formazione della famiglia. Mi è piaciuto inserirle perché anche voi, insieme a me possiate comprendere come la famiglia cristiana deve avere le Sue Fondamenta Preziose che Gesù, Giuseppe e Maria vogliono insegnarci. Il sostenersi, l’Amarsi, superando ogni istante le prove che non sono condanne ma momenti di edificazione spirituale.

Con grande gioia, voglio abbracciarvi augurandovi – scusate il ritardo – un Sincero Santo Natale.

Dio ci Benedica e la Mamma ci Protegga.

Fraternamente
Tony 🙂

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Udienza Generale

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One Comment on “73° Udienza Generale di Papa Francesco”

  1. paolo ha detto:

    Ringrazio per l’invio della 73° Udienza Generale di Papa Francesco ben corredata da elevare riflessioni.


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