65° Udienza Generale di Papa Francesco

Carissimi amici tutti, salve!! Perdonatemi se dopo una settimana inserisco il pensiero sull’Udienza Papale intitolata: “Chiesa corpo di Cristo”.

Il Pontefice inizia con questa frase, che avvolge il tema appena letto sopra:“Quando si vuole evidenziare come gli elementi che compongono una realtà siano strettamente uniti l’uno all’altro e formino insieme una cosa sola, si usa spesso l’immagine del corpo. A partire dall’apostolo Paolo, questa espressione è stata applicata alla Chiesa ed è stata riconosciuta come il suo tratto distintivo più profondo e più bello. Oggi, allora, vogliamo chiederci: in che senso la Chiesa forma un corpo? E perché viene definita «corpo di Cristo»?”

L’essere “uniti l’uno all’altro”, ciascuno di noi formiamo “insieme una cosa sola”. Ecco l’essere rappresentati come “Corpo di Cristo”.
Ciascuno di noi è prezioso per formare la presenza del Signore, anche se è lontano da Lui, Gesù stesso non smette mai di chiamarlo a cambiare modo di vita, gioire e abbandonarsi nel Suo Amore e nella Sua Gioia. Se stiamo infatti lontani da Gesù, Lui soffre e, quel pezzo di mosaico che rappresenta la nostra lontananza, è prezioso a Gesù.

In quest’udienza è stato descrito il passo del profeta Ezechiele, dove parla di tante ossa che si sono perse durante gli anni e, che attraverso lo Spirito Santo che è vita, li ritrova tutti e uniti fa resuscitare i diversi corpi che erano perduti. Il Papa riguardo ciò, durante le sue parole, aveva detto più volte a coloro che seguivano vicino a lui e chi ascoltava da casa di leggere con attenzione tutto il capitolo 34 del profeta. Io ubbidiendo alle parole del Papa, alla fine dell’udienza, ho letto con tanta gioia e attenzione questo splendido capitolo, di cui descrive la resurrezione di tanti corpi che formavano un’esercito romano, quest’esercito io lo interpretato così:“Siamo noi tutti che camminiamo insieme al Signore. Ciascuno di noi infatti, è chiamato alla Vita Eterna e, quei corpi sperduti, attraverso lo Spirito Santo, sono ritornati in vita. Quel che noi dobbiamo fare nel nostro cammino terreno, combattendo contro le insidie del male e vincere insieme al nostro Re, Gesù Cristo.”
Riguardo al pensiero appena inserito Papa Francesco ci ricorda questo:“La Chiesa, però, non è solamente un corpo edificato nello Spirito: la Chiesa è il corpo di Cristo! E non si tratta semplicemente di un modo di dire: ma lo siamo davvero! È il grande dono che riceviamo il giorno del nostro Battesimo! Nel sacramento del Battesimo, infatti, Cristo ci fa suoi, accogliendoci nel cuore del mistero della croce, il mistero supremo del suo amore per noi, per farci poi risorgere con lui, come nuove creature. Ecco: così nasce la Chiesa, e così la Chiesa si riconosce corpo di Cristo!”

Carissimi, il Papa apre un’altro tema che sta benissimo all’interno del “Corpo di Cristo”. Gioiosamente ci ricorda come l’unione tra marito e moglie, viene anche descritta come Gesù Cristo e sposo con tutta la Chiesa, rappresentata da tutti noi battezzati. Se c’è distacco o incomprensione tra marito e moglie non può la famiglia proseguire il suo cammino verso la Pace, così anche per noi verso Gesù, quando non accettiamo dei precetti e degli insegnamenti preziosi che ci edificano nella Fiducia in Dio.
Riguardo ciò il Papa ci ricorda questo:“Quella che ne scaturisce, allora, è una profonda comunione d’amore. In questo senso, è illuminante come Paolo, esortando i mariti ad «amare le mogli come il proprio corpo», affermi: «Come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo» (Ef 5,28-30). Che bello se ci ricordassimo più spesso di quello che siamo, di che cosa ha fatto di noi il Signore Gesù: siamo il suo corpo, quel corpo che niente e nessuno può più strappare da lui e che egli ricopre di tutta la sua passione e di tutto il suo amore, proprio come uno sposo con la sua sposa. Questo pensiero, però, deve fare sorgere in noi il desiderio di corrispondere al Signore Gesù e di condividere il suo amore tra di noi, come membra vive del suo stesso corpo. Al tempo di Paolo, la comunità di Corinto trovava molte difficoltà in tal senso, vivendo, come spesso anche noi, l’esperienza delle divisioni, delle invidie, delle incomprensioni e dell’emarginazione. Tutte queste cose non vanno bene, perché, invece che edificare e far crescere la Chiesa come corpo di Cristo, la frantumano in tante parti, la smembrano. E questo succede anche ai nostri giorni.”

Per comprenderci e gioire l’uno con l’altro, chiediamo sempre al Signore di cancellare dalle nostre menti, ogni tipo di gelosie che ci opprimono e invece di aiutarci a stare insieme l’uno verso l’altro, ci allontanano sempre più dalla Luce della Salvezza.
La catechesi del Papa riguardo ciò che stavo descrivendo ci dice così: “Apprezzare le qualità, farsi vicini e partecipare alla sofferenza degli ultimi e dei più bisognosi; esprimere la propria gratitudine a tutti. Il cuore che sa dire grazie è un cuore buono, è un cuore nobile, è un cuore che è contento. Vi domando: tutti noi sappiamo dire grazie, sempre? Non sempre perché l’invidia, la gelosia ci frena un po’. E, in ultimo, il consiglio che l’apostolo Paolo dà ai Corinzi e anche noi dobbiamo darci l’un l’altro: non reputare nessuno superiore agli altri. Quanta gente si sente superiore agli altri! Anche noi, tante volte diciamo come quel fariseo della parabola: “Ti ringrazio Signore perché non sono come quello, sono superiore”. Ma questo è brutto, non bisogna mai farlo! E quando stai per farlo, ricordati dei tuoi peccati, di quelli che nessuno conosce, vergognati davanti a Dio e dì: “Ma tu Signore, tu sai chi è superiore, io chiudo la bocca”. E questo fa bene. E sempre nella carità considerarsi membra gli uni degli altri, che vivono e si donano a beneficio di tutti (cfr 1Cor 12–14). 

Fratelli e sorelle, dopo aver concluso con questa frase molto bella e da mettere in pratica, voglio salutarvi, augurandovi tanta gioia e pace uniti sempre al Signore, standogli vicino, altrimenti distruggiamo il Suo Corpo che è per noi Vita, Salvezza Eterna.

Rimaniamo sempre uniti spiritualmente, troveremo Pace, Amore, Gioia ed il Perdono vicendevole.

Dio ci Benedica e la Mamma ci Protegga

Fraternamente
Tony 🙂

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Udienza Generale

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One Comment on “65° Udienza Generale di Papa Francesco”

  1. paolo ha detto:

    Ho ricevuto la 65° Udienza Generale di Papa Francesco e delle belle riflessioni che l’accompagnano


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