63° Udienza Generale di Papa Francesco

Carissimi amici tutti, salve. In quest’udienza Papa Francesca ci propone una catechesi intitolata:“I Cristiani non cattolici”.

Inizia il discorso con queste parole:“Nelle ultime catechesi, abbiamo cercato di mettere in luce la natura e la bellezza della Chiesa, e ci siamo chiesti che cosa comporta per ciascuno di noi far parte di questo popolo, popolo di Dio che è la Chiesa. Non dobbiamo, però, dimenticare che ci sono tanti fratelli che condividono con noi la fede in Cristo, ma che appartengono ad altre confessioni o a tradizioni differenti dalla nostra. Molti si sono rassegnati a questa divisione – anche dentro alla nostra Chiesa cattolica si sono rassegnati – che nel corso della storia è stata spesso causa di conflitti e di sofferenze, anche di guerre e questo è una vergogna!”
Abbiamo anche fra di noi fratelli e sorelle:“che condividono con noi la fede in Cristo, ma che appartengono ad altre confessioni o a tradizioni differenti dalla nostra.”
Quanto dolore provocano queste divisioni, tanto dolore di ogni genere sino ad arrivare alle guerre, “questo è una vergogna!”
Riguardo a quest’ultimo pensiero, il Papa ci fa diverse domande importanti, eccole:“Noi, come ci poniamo di fronte a tutto questo? Siamo anche noi rassegnati, se non addirittura indifferenti a questa divisione? Oppure crediamo fermamente che si possa e si debba camminare nella direzione della riconciliazione e della piena comunione? La piena comunione, cioè poter partecipare tutti insieme al corpo e al sangue di Cristo.”

Ci abbiamo riflettuto? Beh io penso che ciascuno di noi, debba aiutare il fratello che ha difficoltà nel credere nel Signore, per ritrovare la serenità che non sente, senza giungere a questa conclusione:“Credere e vivere ad una religione fai da te.
Io vedo che anche le anime che non frequentano la Chiesa, hanno quell’Amore che abbiamo noi. Dio ha dato la libertà di scegliere dove andare e, non ha scartato queste creature, ma le sta chiamando tutt’ora nel vivere e credere con umiltà e sincerità che Gesù Cristo si è sacrificato per tutti senza far distinzioni di razze e nazioni.
L’unione delle creature, di cui formano la Chiesa e che si trasforma nel Corpo di Gesù, è molto importante, tanto che il Signore attraverso le parole del Papa ci ricorda così:“Sappiamo bene quanto stesse a cuore a Gesù che i suoi discepoli rimanessero uniti nel suo amore. Basta pensare alle sue parole riportate nel capitolo diciassettesimo del Vangelo di Giovanni, la preghiera rivolta al Padre nell’imminenza della passione: «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi» (Gv 17,11).”
Per questo facciamo di tutto; non allontaniamoci dal Signore perché ci vuole umili, semplici e uniti l’uno verso l’altro. Coraggio dunque non facciamoci del male, ma impariamo da quest’esortazione papale:“Il Signore, però, ha insistito tanto sull’unità nel nome del Padre, facendoci intendere che il nostro annuncio e la nostra testimonianza saranno tanto più credibili quanto più noi per primi saremo capaci di vivere in comunione e di volerci bene.”

Quanta sofferenza la Chiesa ha vissuto. Eccone alcune descrite in quest’udienza:“Durante il suo cammino nella storia, la Chiesa è tentata dal maligno, che cerca di dividerla, e purtroppo è stata segnata da separazioni gravi e dolorose. Sono divisioni che a volte si sono protratte a lungo nel tempo, fino ad oggi, per cui risulta ormai difficile ricostruirne tutte le motivazioni e soprattutto trovare delle possibili soluzioni.”
Sotto la pressione del “principe di questo mondo”, tutt’ora si trovano dolori e attacchi vari, perché si è gelosi l’uno dell’altro. Di anime consacrate che vengono apprezzate o meno; e qui nasce la gelosia e l’invidia, per poi giungere all’odio totale all’interno della Chiesa. Per questo carissimi, non dobbiamo smettere di pregare per il Papa, e tutti i componenti della Chiesa, sino all’ultimo battezzato. Solo attraverso la preghiera perseverante, ritroveremo all’interno della Chiesa, la semplicità e comprensione vicendevole.
La preghiera verso la Chiesa, “Ci chiede di non fissare lo sguardo su ciò che ci divide, ma piuttosto su quello che ci unisce, cercando di meglio conoscere e amare Gesù e condividere la ricchezza del suo amore. E questo comporta concretamente l’adesione alla verità, insieme con la capacità di perdonarsi, di sentirsi parte della stessa famiglia cristiana, di considerarsi l’uno un dono per l’altro e fare insieme tante cose buone, e opere di carità.”

Quanto è importante comprendersi l’uno con l’altro. Il Papa riguardo ciò, ricorda questo:“È un dolore ma ci sono divisioni, ci sono cristiani divisi, ci siamo divisi fra di noi. Ma tutti abbiamo qualcosa in comune: tutti crediamo in Gesù Cristo, il Signore. Tutti crediamo nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, e tutti camminiamo insieme, siamo in cammino. Aiutiamoci l’un l’altro!”
Coraggio dunque, non fratturiamo sempre più i dolori all’interno della Chiesa, ma cerchiamo di guarire con il dono della comprensione vicendevole, quelle fratture che nascono fra di noi.

Ehi amici tutti, ci ricordiamo della nostra Prima Comunione? Io mi ricordo ancora e, guardando le foto mi emoziono. Il Papa riguardo alla Prima Comunione, dice così:“Ma fare la Prima Comunione tutti noi dobbiamo sapere che significa entrare in comunione con gli altri, in comunione con i fratelli della nostra Chiesa, ma anche in comunione con tutti quelli che appartengono a comunità diverse ma credono in Gesù.”

Ogni giorno ringraziamo il Signore per tutto ciò che viviamo, non scordiamoci di ringraziarlo “per il nostro Battesimo”, in cui siamo usciti dal peccato originale ritornando alla purezza dello spirito. “Ringraziamo il Signore per la nostra comunione, e perché questa comunione finisca per essere di tutti, insieme.”

Fratelli e sorelle, voglio concludere con l’invito che Papa Francesco, rivolge a noi tutti. Ed è questo:“Cari amici, andiamo avanti allora verso la piena unità! La storia ci ha separato, ma siamo in cammino verso la riconciliazione e la comunione! E questo è vero! E questo dobbiamo difenderlo! Tutti siamo in cammino verso la comunione. E quando la meta ci può sembrare troppo distante, quasi irraggiungibile, e ci sentiamo presi dallo sconforto, ci rincuori l’idea che Dio non può chiudere l’orecchio alla voce del proprio Figlio Gesù e non esaudire la sua e la nostra preghiera, affinché tutti i cristiani siano davvero una cosa sola.”

Noi ci crediamo in ciò che abbiamo appena letto? Beh, se rispondiamo in cuor nostro positivamente, diamoci una mossa forte, invocando la Misericordia del Signore, perché solo insieme a Lui e con Lui, riusciremo a compiere e vivere nel Cammino di Conversione, verso la Salvezza Eterna.

Abbracciandovi fraternamente, vi auguro Pace, Bene e… buon cammino di salvezza.

Dio ci Benedica e la Mamma ci Protegga

Fraternamente
Tony 🙂

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Udienza Generale

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2 commenti on “63° Udienza Generale di Papa Francesco”

  1. paolo ha detto:

    Mi piace l’interessante commento al discorso di Papa Francesco nella
    63° Udienza Generale, avente per oggetto “I cristiani non cattolici” . Grazie


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