L’ARTE DI AMARE (Chiara Lubich)

Amici tutti, questo splendida riflessione è bellissima. Leggetela, ne avrete giovo.
Dio stesso vi aiuterà a comprenderla e metterla  in pratica.

Vieni Santo Spirito, Illumina le nostre menti, aiutaci ad amare, perché possiamo sempre camminare sulla Via della Salvezza, sulla Via della Luce Eterna.

Dio vi Benedica sempre!!!

In Cristo Risorto vi abbraccio
Tony 🙂

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L’ARTE DI AMARE

(Chiara Lubich)

La carità è virtù importantissima, è tutto.
Sarà bene, quindi, impegnarsi
fin da subito a viverla un po’ meglio.

E per farlo, occorre conoscere
quali sono le cose che la rendono speciale.
Dice un pensatore:
«Amare è bene; saper amare è tutto».

Si, saper amare, perché l’amore cristiano
è un’arte e occorre conoscere quest’arte.
Ha detto un grande psicologo del nostro tempo:
«La nostra civiltà molto raramente
cerca d’imparare l’arte di amare
e, nonostante la disperata ricerca di amore,
tutto il resto è considerato più  importante:
successo, prestigio, denaro, potere.
Quasi ogni nostra energia è usata
per raggiungere questi scopi
e quasi nessuna per conoscere l’arte di amare».

La vera arte di amare emerge tutta dal Vangelo di Cristo.
E metterla in pratica è il primo imprescindibile passo
da compiere per poter scatenare quella rivoluzione pacifica,
ma così incisiva e radicale che cambia ogni cosa.
Tocca non solo l’ambito spirituale, ma anche quello umano,
rinnovandone ogni espressione: culturale, filosofica, politica,
economica, educativa, scientifica, ecc.
È il segreto di quella rivoluzione
che ha permesso ai primi cristiani
di invadere il mondo allora conosciuto.
Arte impegnativa, con forti esigenze…

È un’arte che vuole si superi
il ristretto orizzonte dell’amore
semplicemente naturale diretto
spesso quasi unicamente alla famiglia, agli amici.
Qui l’amore va indirizzato a tutti:
al simpatico e all’antipatico,
al bello e al brutto,
a quello della mia patria e allo straniero,
della mia o di un’altra religione,
della mia o di un’altra cultura,
amico o avversario o nemico che sia.

Occorre amare tutti come fa il Padre del Cielo
che manda sole e pioggia sui buoni e sui cattivi.
È un amore che spinge ad amare per primi,
sempre, senza attendere d’essere amati.

Come ha fatto Gesù Cristo,
il quale quando eravamo ancora “cattivi”
e quindi non amanti, ha dato la vita per noi.

È un amore che considera l’altro come se stesso,
che vede nell’altro se stesso.

Diceva Gandhi:
«Tu ed io siamo una cosa sola.
Non posso farti del male senza ferirmi».

Quest’amore non è fatto solo di parole
o di sentimento, è concreto.
Esige che ci si faccia “uno” con gli altri,
che “si viva” in certo modo l’altro
nelle sue sofferenze, nelle sue gioie,
nelle sue necessità, per capirlo
e poterlo aiutare efficacemente.

Quest’arte vuole che si ami Gesù nella persona amata.
Infatti, anche se questo amore è diretto a quell’uomo,
a quella donna particolare, Cristo ritiene fatto a sé
quanto di bene e di male si fa loro.
Lo ha detto e lo ha ripetuto,
parlando della grandiosa scena del giudizio finale:
«L’hai fatto a me…
L’hai fatto a me» (cf. Mt 25, 40).

Quest’arte di amare vissuta da più persone
porta poi all’amore reciproco: in famiglia,
sul lavoro, nei gruppi, nel sociale;
amore vicendevole, perla del Vangelo,
comandamento nuovo di Cristo,
che costruisce l’unità.

Queste sono le caratteristiche dell’amore vero.
Le esigenze che lo rendono speciale,
e che cogliamo dal Vangelo.

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